Catania, silenzio di tomba sul laboratorio della morte
Martedì 09 Dicembre 2008
Sarebbero una quindicina i ricercatori universitari morti per aver assorbito e inalato sostanze pericolosissime nel laboratorio chimico della facoltà di farmacia dell'università di Catania. Secondo un'inchiesta de La Repubblica, sono sicuramente di più gli studenti passati per quel laboratorio e ora a rischio di morte per tumori provocati dall'avvelenamento chimico. Quasi tutte le vittime non sono arrivate a compiere i 30 anni e sono morte per una serie di incredibili deficienze nel laboratorio, dove si maneggiavano liberamente sostanze più che tossiche che poi venivano smaltite tranquillamente negli scarichi dei lavandini e dei gabinetti. Nessuna precauzione, nessuna delle comuni procedure che presiedono alla salute degli operatori di laboratorio.Una situazione sotto gli occhi di tutti, da anni. Professori e studenti, perfettamente a conoscenza delle pericolosità delle sostanze maneggiate, hanno fatto finta di niente per anni, come se non esistessero precisi disciplinari e precauzioni che dovrebbero fare parte del loro bagaglio professionale e culturale, prima ancora di tutto il resto.
Invece niente, decine di persone avvelenate, molti morti e tutto... nell'assoluta indifferenza dei responsabili del laboratorio e dell'università catanese, vero e proprio buco nero nel quale ogni decenza è inghiottita dalle complicità tra mafia, politica e dirigenti dell'università.
Nemmeno dopo l'emersione della storia e dopo il sequestro del laboratorio, l'Università di Catania ha osato fiatare. Terrificante, ad esempio, è la lettura nel forum dell'Università di Catania del topic dedicato alla questione, su oltre 400 commenti quasi tutti gli studenti sembrano preoccupati esclusivamente della continuità della didattica e si interrogano su dove si terranno lezioni ed esami, dopo che l'indagine ha posto sotto sequestro gli ambienti incriminati e nel silenzio dell'Università. Viene da porsi dubbi inquietanti sull'educazione di questi universitari, tanto ignoranti e remissivi da andare al macello senza nemmeno fiatare.
Tace l'Università, che si trincera dietro l'esistenza dell'inchiesta per evitare al rettore di spendere due parole in merito, perpetuando in questo modo un comportamento assolutamente irresponsabile verso quegli studenti che per anni sono stati avvelenati nell'indifferenza dei responsabili tuniversitari, ora raggiunti da accuse di omicidio colposo e disastro ambientale, visto che lo scarico selvaggio delle sostanze potrebbe anche aver provocato l'inquinamento dei terreni e di una falda acquifera.
Di fronte ad una strage del genere c'è solo silenzio, nemmeno ora si è alzato qualcuno per avvertire quanti negli anni hanno lavorato e studiato nel laboratorio della morte, per chiamarli ad effettuare esami e per cercare di salvare e curare quanti ancora sia possibile. Tacevano gli studenti e anche i familiari dei morti, dicono che non osavano schierarsi contro i "poteri forti", la paura ancora una volta uccide la possibilità di esercitare e difendere i diritti.
Tace colpevolmente il preside Giuseppe Ronsisvalle (che paradossalmente è esperto ricercatore di farmaci antitumorali) e tace il rettore Antonino Recca, che è un chimico ed è la massima autorità universitaria, che nella vicenda si è segnalato per l'omertosa latitanza, al pari dei sui colleghi, ma con una responsabilità ovviamente maggiore.
Una strage sotto gli occhi di tutti, nell'indifferenza dei responsabili del laboratorio e di tutta la gerarchia universitaria a fronte di pericoli tanto gravi quanto fatalmente evidenti agli occhi di chiunque operasse in quell'ambiente. Ancora oggi, nonostante due uscite de La Repubblica, il caso non è stato raccolto e raccontato da altri. Non si può che rimanere basiti nel notare l'omertà e la cappa di silenzio che è calata sulla vicenda a proteggere i potenziali assassini e ad offendere la memoria delle vittime, ma questo è ormai il livello standard di civismo italiano all'alba del ventunesimo secolo, dove le un'oligarchia che sfugge ad ogni responsabilità può far strage di studenti contando sull'estesa complicità di media ed istituzioni.
Catania è ormai un buco nero nel quale il governo Berlusconi continua a riversare denaro che gli amici degli amici sperpereranno in un attimo. Un buco nero nel quale lo stato dovrebbe irrompere con tutta la sua forza per salvare i catanesi dalla loro rapace ed irresponsabile classe dirigente, ma che al contrario può contare sulla vicinanza e solidarietà di un governo dagli standard morali (evidentemente) equivalenti. L'inazione del governo è plateale complicità nel massacro di un'intera città.
Catania, rifiuti tossici alla Facoltà di Farmacia: morte 15 persone. Indagati in 9 per disastro ambientale
pubblicato: lunedì 08 dicembre 2008 da Marina in: Inquinamento Italia Foto & video
Le voci tra gli studenti della Cittadella di Catania, il polo universitario della città, si rincorrevano, da anni, di bocca in bocca: non bevete l’acqua dai rubinetti, è inquinata.
Ma che si arrivassero a contare 15 morti tutti al di sotto dei 30 anni per tumore ai polmoni o leucemia, in 10 anni e oltre 20 ammalati tra studenti e ricercatori, dell’Edificio 2, quello del Dipartimento di scienze farmaceuriche era una realtà al di sopra di ogni immaginazione.
Cosa accadeva nel Dipartimento degli orrori? Emanule Patané, ricercatore presso la Facoltà di farmacia è morto alla fine del 2003 a 29 anni, dopo aver affidato ad un memoriale, pubblicato da la valle nei templi, quanto accadeva nei 120 mq del laboratorio
Farmacia, ora si indaga anche per omicidio
di Michele Spalletta
Sul caso della facoltà posta sotto sequestro a Catania, la Procura ha aperto un altro fascicolo con nuove ipotesi di reato, comprese le lesioni colpose, scaturite dalla testimonianza del padre di un ricercatore morto nel 2003
Omicidio e lesioni colpose sono le nuove ipotesi di reato nell’inchiesta che ha portato, lo scorso 8 novembre, al sequestro dell'edifio 2 della Cittadella universitaria di Catania, sede della facoltà di Farmacia e di alcuni dipartimenti di ricerca. Il nuovo fascicolo è stato aperto ieri dalla Procura della Repubblica del capoluogo etneo in seguito alla denuncia del padre di un giovane ricercatore di 29 anni, Emanuele Patanè, deceduto nel 2003 a causa di una neoplasia al polmone destro. Il giovane lavorava da più di tre anni nella sede della facoltà, sequestrata per presunto grave inquinamento del sottosuolo a causa del cattivo smaltimento dei rifiuti di laboratorio, scaricati nei lavandini.
Una perizia effettuata da una ditta di Torino, su incarico della Procura della repubblica, avrebbe infatti rilevato nel sottosuolo del sito quantità di zinco, antimonio ed altre sostanze altamente tossiche e cancerogene in livelli in alcuni casi da 10 a 100 volte superiori a siti industriali. Tali sostanze provocherebbero esalazioni nocive e maleodoranti dagli scarichi. Al vaglio del procuratore capo Vincenzo D’Agata e dei sostituti Lucio Setola e Carla Santocono ci sarebbero anche altri 12 casi di persone che hanno lavorato nel sito e che si sono ammalate. Nove di queste sono rappresentate dal legale che assiste la famiglia Patané.La prima fase dell’inchiesta, che ha portato al sequestro della struttura, vede indagati per disastro colposo 9 persone, tra cui l’ex rettore dell’Università di Catania e attuale parlamentare del Movimento per l’Autonomia Ferdinando Latteri. L’attuale rettore dell’Ateneo, Antonino Recca, a cui è stata subito notificata l’ordinanza di sequestro della struttura, è ritenuta parte lesa ed estranea ai fatti. Gli altri indagati sono l’ex direttore amministrativo Antonino Domina, l'ex direttore del dipartimento di Scienze farmaceutiche Vittorio Franco, che all’epoca dei fatti era anche a capo della commissione permanente per la sicurezza, Lucio Mannino, dirigente dell’ufficio tecnico e cinque componenti della commissione permanente sulla sicurezza: Marcello Bellia, Giuseppe Ronsisvalle (attuale preside di Farmacia), Francesco Paolo Bonina, Giovanni Puglisi e Fulvio La Pergola.
Su tutti grava l’ipotesi di disastro ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata. L’indagine è stata avviata un anno fa e riguarda il periodo compreso tra il 2004 e il 2007 quando, secondo quanto affermato dalla Procura, “benchè i vertici dell’Università fossero stati allertati del fenomeno di potenziale inquinamento e contaminazione del sottosuolo” non sono stati attivati “gli opportuni provvedimenti previsti dalla legge a garanzia della salute delle persone, ivi esposte ad esalazioni tossiche con manifestazioni di ripetuti malesseri pure segnalati in numerosissime occasioni ai responsabili della sicurezza”.
Il sequestro dell'edificio 2 della Cittadella è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari, Antonio Fallone. Il gip entro dicembre fisserà l'udienza per dare luogo all'incidente probatoriao, richiesto dalla Procura. Lo stesso Gip disporra una nuova perizia collegiale. Altrettanto potranno fare le parti.
Intanto il rettore Recca, durante l’ultimo consiglio di amministrazione dell’Ateneo, ha incaricato una speciale commissione di coordinare tutte le iniziative dell’Università di Catania in materia di sicurezza e, in particolare, con riferimento alla situazione della facoltà di Farmacia. “Il coordinatore – si legge nella nota di Recca - sarà individuato tra i docenti dell'Ateneo specialisti della materia e svolgerà un’attenta e costante azione di impulso e di verifica, al fine di rendere ancora più vigile - in un momento così delicato – l’agire dell’amministrazione nell’ambito delle problematiche connesse alla salute e alla sicurezza di tutti coloro che operano, a vario titolo, all’interno dell’Ateneo”.
Da quanto si apprende dalle fonti ufficiali non risultano iscritti nel registro degli indagati per le nuove imputazioni.
Di Michele Spalletta Pubblicato da Francesco Toscano a 1,37
http://www.blumedia.info/index.php?id=288
QUELLE MORTI SOSPETTE ALLA FACOLTA' DI FARMACIA DI CATANIA
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La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo, altrimenti il pianeta non si salva. — Albert Einstein
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Un Buon NATALE arriva dallo stabilimento della ITALCEMENTI di Isola delle Femmine a tutti i CITTADINI di Isola delle Femmine, Capaci,e DI Tutti i Comuni che si affacciano sul Golfo di Carini


PET-COKE?
Non Conosciamo la composizione degli inquinanti contenuti nei "vapori" che anche oggi si stagliano in maniera cupo e minaccioso nel cielo di Isola delle Femmine, per adesso ci affidiamo nostro malgrado ai dati allarmanti comunicatoci dall'A.R.P.A.
Si sono i "vapori" emessi dalla Italcementi proprio quell'azienda che pensate un pò trova il coraggio di sponsorizzare la bellezzza naturale della Riserva marina Isola delle Femmine-Capo Gallo.
DALLE PAROLE AI FATTI :
E' una realtà, che ha iniziato a colpire nella salute tutti i cittadini di Isola delle Femmine oltre che di Capaci e dei Comuni che si affacciano sul Golfo di Carini, le cui conseguenze sanitarie le verificheremo purtroppo nei prossimi anni.
Qualora ci fosse bisogno di ricordarlo: nelle immediate vicinanze dello stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine insistono civili abitazioni, scuola media, una palestra, un'asilo nido e una ferrovia ove si è iniziato a lavorare per il raddoppio della linea ferrata al fine di attivare un servizio di metropolitana tra Palermo e Punta Raisi.
Davanti ad una siffatta situazione di degrado ambientale che, se non fosse gravissima, potrebbe essere definita quasi comica, con personaggi di tutti i colori politici, di famiglie e di clan, che dicono il contrario di quello che per ruolo, per mandato e per logica dovrebbero dire, di fronte ad una ASSENZA TOTALE della classe “politica” di Isola delle Femmine tutta impegnata a stipulare accordi elettorali, promesse di future poltrone, assessorati, presidenze, vicepresidenze posti di lavoro e tutto ciò che può risultare contrattabile, in previsione delle elezioni amministrative della prossima primavera,
I Cittadini Tutti devono AGIRE, comprendere che l’agire non può assolutamente essere limitato al momento del voto.
Le amministrazioni avvicendatosi nel tempo a Isola delle Femmine, si son rese responsabili, di aver ignorato le normative, riguardanti la tutela ambientale e della salute, che avrebbero impedito la caotica e dissennata cementificazione del nostro paese.
Esaudire i favori personali, di casta e di famiglia, da un lato e dall’altro l’esigenza di far cassa, ha reso RESPONSABILI, TUTTI i personaggi che ancora OGGI hanno l’arroganza di CANDIDARSI alla prossima tornata elettorale, di aver VOLUTAMENTE ignorati i vincoli paesaggistici e ambientali imposti dalle norme comunitarie, nazionali e regionali, oltre che della logica e di ogni principio di buona amministrazione.
TUTTI i Sindaci, passati e -FUTURI- di Isola delle Femmine, in qualità di autorità sanitarie, non si sono fatti scrupolo di consentire insediamenti di civili abitazioni di attività sportive e scolastiche in prossimità di insediamenti industriali e artigianali di attività nocive di cui al D.M. 05.09.1994, tutto ciò in spregio alle norme vigenti e al principio di prevenzione e precauzione.
Stiamo parlando della lottizzazione Lo Bianco, della Calliope e……………….
Questi SIGNORI che a Isola delle Femmine, hanno imperato e si propongono di dover continuare ad imperare a Isola delle Femmine, per interessi prettamente speculativi, non hanno avuto la capacità e la volontà di impedire che si perpetrasse il “CONSUMO” indiscriminato del territorio.
Questi SIGNORI hanno VOLUTAMENTE OMESSO di promuovere e favorire lo sviluppo di tutta una serie di attività legate alla risorsa mare,i borghi marinari ed i luoghi di interesse paesaggistico e culturale,lo sviluppo del turismo.
I Cittadini Tutti devono AGIRE, comprendere che l’agire non può assolutamente essere limitato al momento del voto, ma soprattutto che l’AGIRE ormai non più procrastinabile nel tempo richiede l’esigenza di guardare con una maggiore attenzione ai segnali e alle iniziative spontanee che partendo dal basso reclamano richieste di partecipazione di tutela e di diritti per le proprie scelte di vita economica sociale di ambiente e di salute.
IL Comitato Cittadino Isola Pulita, riafferma la propria volontà e determinazione di contribuire all’ampliamento e al consolidamento di ciò che di positivo, si muove ed avanza nel nostro TERRITORIO.
Lo facciamo con il sito, e lo facciamo con iniziative che da esso, e dalla collaborazione con altri, nascono.
L’intento di razionalizzare e valorizzare le caratteristiche, i tratti storici e culturali propri del nostro territorio ( pensiamo per esempio: all’intero territorio del Golfo di Carini) devi indurci ad una visione INTERCOMUNALE della nostra azione.
Il giorno 18 luglio c.a. il servizio 2 V.I.A/V.A.S. della Regione Sicilia a firma del suo dirigente Ing Vincenzo Sansone è stato emesso decreto 693 corcenente l’Autorizzazione Integrata Ambientale alla ditta Italcementi di Isola delle Femmine.
Mentre tutti guardano la montagna (di Bellolampo), non ci si accorge di quello che già esiste a Isola delle Femmine e Capaci.
A.I.A. "provvisoria" (???), 6 anni, per il cementificio Italcementi di Isola delle Femmine che consente la combustione di pet coke ed altro:
Portata giornaliera dei fumi = 10.423.200 m3 (un pò più dell'inceneritore di Bellolampo)
Se vengono rispettati i limiti dell'autorizzazione, secondo i flussi di massa abbiamo:
Diossine emesse = 1.042.320.000 pg/giorno
equivalente alla dose di "tollerabilità" giornaliera (140 pg, secondo l'OMS) di 7.445.142 persone,
ovvero una "razione" (si tratta sempre di un calcolo teorico) di 65145 pg/uomo e cioè 465 volte la dose di 140 pg (calcolo riferito a 16000 abitanti, cioè Isola + Capaci)
Diossine in ricaduta al suolo: per rispettare il limite di 3.4 pg/m2 (legislazione Belga) è necessaria una superficie di 306.6 Km2
Superfice Isola delle Femmine km2 3,54
Superfice Capaci km2 6,12
Vanadio: 1.17 Kg/giorno; Nichel: 292 gr/giorno; Mercurio: 348 gr/giorno;
Altri metalli: 3.48 Kg/giorno
Idrocarburi Policiclici Aromatici: 128 gr/giorno
Lascio a voi il calcolo mensile ed annuale.
Altri parametri (calcolati già da prima dall'ARPA nel 2006):
Polveri (totali, non PM10): 686 Kg/giorno
S02: 5343 Kg/giorno
N02: 16023 Kg/giorno
L'ARPA sottolinea che bisogna tenere in conto anche le notevoli quantità di emissioni pulverulenti diffuse (cioè non da punti fissi), generate dalla movimentazione dei materiali.
Quando ci si basa solo sulle concentrazioni degli inquinanti e non si tiene conto nè della dislocazione di questi grandi impianti (vedi vicinanza con i centri abitati), nè, soprattutto, con le quantità emesse dei composti a lunga persistenza ambientale e bioaccumulabili, questi sono i risultati.
"Ovviamente" i controlli per i composti più pericolosi sono previsti...annuali.
Ognuno tragga le proprie considerazioni!
Tutto ciò anche alla luce di quanto comunicato dall'ARPA nella nota 9973911 del 9 ottobre scorso avente ad oggetto i rapporti di prova del campione di pet-coke prelevato il 19-8-08 e del campione di polvere prelevato il 25-8-08 in alcune civili abitazioni di Isola delle Femmine, in cui si rileva la presenza di vanadio, cromo e nichel in quantità eccessive, e quindi nocive per la salute umana e per l’ambiente circostante. La stessa nota suggerisce di effettuare delle verifiche e delle azioni di monitoraggio. Le analisi parlano di numeri che qualora risultassero veritieri significherebbe trovarsi di fronte ad una situazione “emergenziale” sotto il profilo igienico-sanitario.
MESSAGGIO FINE ANNO PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO
http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/2008/12/messaggio-di-fine-anno-del-presidente.html#links
ITALCEMENTI NUOVA ALLARMANTE FUMATA
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Dalla Italcementi di Isola delle Femmine ci giungono gli auguri di Buon Natale
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1)L'AFFAIR DELLA CALLIOPE: Ex Amministratori locali coinvolti in una storia di appartamenti?
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/blog-post_12.html
2)Delocalizzare le AZIENDE INSALUBRI Funzioni del Sindaco
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/la-bertolino-chiede-la-delocalizzazione.html
3)Amianto a Isola delle Femmine! Che fare? di Fabio Solina
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/amianto-isola-delle-femmine-che-fare.html
4)ITALCEMENTI Monselice Nuova ALLARMANTE fumata da....
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/monselice-nuova-allarmante-fumata-da.html
5)Risposta del Ministro Prestigiacomo all'interrogazione dell'on Siragusa
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6) La storia di una ranocchia
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7)La scomparsa dei Maiorana: gli imprenditori di Palermo rintracciati in Spagna
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/avvistati-in-spagna-i-maiorana.html
8)Italcementi, proclamato lo stato d'agitazione
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9) Neoplasie infantili in aumento
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/aumento-delle-neoplasie-infantili.html
10) Amministratori accusati di tentata concussione sul caso Oikothen
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/amministratori-accusati-di-tentata.html
11) NO AL PET-COKE SI ALLA RICONVERSIONE
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/no-al-pet-coke-si-alla-riconversione.html
12) CROMO ESAVALENTE 6692 mg/kg A ISOLA DELLE FEMMINE e il SINDACO NICCHIA
http://isolapulita.blogspot.com/2008/11/cementifici-petcoke-rifiuti-diossine.html#links
13) Statistica Malattie e Forme Tumorali manifestatesi negli ultimi 25 anni a Isola delle Femmine
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/statistica-malattie-e-forme-tumorali.html
14) IL DIRITTO ALLA MIGLIOR CURA DISPONIBILE
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2008/12/il-diritto-alla-miglior-cura.html
15) LE ACQUE D'ORO DI ISOLA DELLE FEMMINE Il controllo controlla il controllore?
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/08/blog-post.html
16)Autocertificazione per la richiesta del Bonus famiglia
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/autocertificazione-per-la-richiesta-del.html
17) Morti sospette pere rifiuti tossici alla facolta' di farmacia di Catania
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/catania-silenzio-di-tomba-sul.html
Postato da Enrico Di Giacomo
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ROMA - Che ponte miracoloso! E che progetto! Il sogno di unire Scilla e Cariddi è ricco di fatica e di ingegno. Calcoli e ricalcoli, vent’anni di indagini, e sonde e foto e studi fino a quando finalmente la luce si è vista. Impregilo ha vinto la ciclopica gara producendo carte e ancora altre idee per qualificare meglio il piano dell’attraversamento carrabile dello Stretto. Impregilo, capofila di un gruppo di aziende specializzate nelle grandi opere (Condotte, Cmc, coop ravennate, la giapponese Ishikawajima) ha chiesto a un colosso della progettazione, la danese Cowi, di offrire alla società appaltante, lo Stretto di Messina, il progetto di gara, la cartolina finale della grande opera. Colossi, dunque. Che però nella stesura degli elaborati hanno voluto mantenere un basso profilo. Molto molto basso. Non hanno attivato i fuochi pirotecnici che i software ingegneristici sono in grado di esibire, e neanche hanno pensato di farsi aiutare dal sistema elettronico di scrittura word in uso pure al più decrepito dei computer. Si sono negati anche e perfino la vecchia ma leggendaria Olivetti. A penna, su un foglio a quadretti, come amanuensi venuti dall’antichità, hanno scritto numeri e comparti, proposte e idee. Almeno nella parte (2R-codice Bo-001 n° 1) che Repubblica ha potuto visionare, nell’ambito più complessivo della illustrazione dell’opera (”L’opera di attraversamento - Relazione specialistica - sistema di sospensione”) i progettisti si sono serviti della biro e hanno scritto. Come fosse un compitino di matematica del liceo: scrittura però chiara, e disegni intellegibili. Mano disciplinata e senza salti di linea. Grandioso. Il ricorso a questa inedita sfida polemica alla modernità, nel cuore di un progetto che all’opposto testimonia l’avanzare impetuoso dei tempi moderni, racconta forse quale forza evocativa i progettisti abbiano voluto mostrare. E la commissione che ha affidato la gara ha raccolto questa testimonianza giudicandola meritevole del successo. Intendiamoci e scriviamolo subito. I regolamenti che disciplinano la trasmissione di tali atti possono contemplare, e a volte effettivamente contemplano, la stesura dei documenti anche attraverso manoscritti. Cosa rara e bizzarra ma possibile. Dunque lecita, perciò non sindacabile. La società Stretto di Messina ha poi convocato i massimi esperti della scienza e della tecnica a comporre il tavolo esaminatore. Tra i chiamati al compito di valutare congruità ed efficacia dell’elaborato, un grande ingegnere inglese, Ian Firth, consulente e specialista di strutture e ponti di grande luce, e un cattedratico danese, il professor Niels Gimsing, del dipartimento di ingegneria strutturale dell’Università tecnica della Danimarca. Gimsing è molto noto anche per gli studi dedicati al ponte dello Storebelt (si veda per tutti East Bridge, Storebelt Pubblications, 1998) opera ideata proprio dal colosso danese Cowi chiamato poi in Italia da Impregilo. E l’ingegner Firth è chief operating officer di Flint & Neill, società di consulenza, specialista nella progettazione di ponti. Poche settimane fa questa società è andata a nozze con la Cowi. Un dispaccio del 3 dicembre comunica infatti: “Flint & Neill merges with Danish giant, Cowi”. Certo, il progetto di gara che la commissione ha dovuto esaminare è datato 16 maggio 2005, l’approvazione risale a circa un anno dopo, e l’alleanza societaria è fatto di questi giorni. Ma l’evento irrobustisce anziché diradare la sequela di contestazioni di conflitti di interesse di cui sarebbero vittima i maggiori protagonisti del mondo imprenditoriale coinvolto nell’intrapresa. Elementi che si sommano alle critiche, ancora più serrate, sulla qualità del progetto e la sua congruità economica. Solo pochi giorni fa il professor Remo Calzona, che ha vissuto come valutatore scientifico la progettazione dell’opera, ha dichiarato proprio a Repubblica la sua contrarietà all’idea del ponte a campata unica: “E’ troppo costoso e anche pericoloso”. Calzona documenta il rischio che anche tra Scilla e Cariddi possa verificarsi, nel caso si segua l’idea approvata, il rischio che il ponte subisca il cosiddetto effetto galopping, un ingobbimento sinuoso della carreggiata dovuto alla dinamica dei venti. Effetto che proprio in Danimarca, e proprio sullo Storebelt, si è verificato imponendo ulteriori costi derivanti dalla apposizione di “alettoni” che hanno il compito di non far ondulare il manto stradale. Il progetto contestato ma in attesa di finanziamento comporta anche immense attività di scavo. Solo in Calabria si movimenteranno, con gli scavi, oltre quattro milioni di metri cubi di terra e di roccia. Tutto in un luogo in cui le “imprese” in odore di mafia sono specializzate proprio nel movimento terra. Però ‘u ponti vulimu. E’ divenuto un bisogno impellente, un punto d’onore per calabresi e siciliani, un’opera-totem, raffigurazione icastica dello Stato chiamato a narrarne l’efficienza e a trasmetterne il genio. A prescindere, direbbe Totò.
http://www.isolapulita.it
Stamane mentre andavo in Ospedale, solitario ciclista in un mare di macchine, non ho potuto non notare una lunga fila di cittadini che alle 7.30 del mattino, fortunatamente non troppo freddo, aspettavano l'apertura del macellaio.
Tralasciando pensieri vegetariani e la domanda su quanto gli allevamenti incidano sulla produzione di CO2, mi sono chiesto perché l'epidemia influenzale nell'emisfero Occidentale tocchi il suo culmine proprio nel periodo post natalizio.
E allora ho ripensato a tante espressioni di amici e cittadini incontrati in questi giorni che in una frase potremmo sintetizzare così: " Auguri, speriamo che finisca presto...non se ne può proprio più, il prossimo anno me ne vado all' estero...".
Ma perché, per 3 settimane all'anno oltre al normale " stress" quotidiano, dobbiamo aggiungere una serie di situazioni a rischio di rottura: rottura di coronarie, rottura di portafogli, rotture familiari, rottura e basta?
3 settimane nelle quali il cittadino-consumatore viene da una parte terrorizzato da notizie sconfortanti sulla finanza e sull'economia, con previsioni sull'orlo della bancarotta, dall'altra spinto da più parti, presidente del Consiglio in primis, a consumare, consumare, consumare.
3 settimane dove, anche se non vai ad un mercatino natalizio, situazione demenzial-spiritual già descritta in precedenza, non mancano certamente le occasioni per diventare matti.
Non bastassero le innumerevoli cene natalizie: con i colleghi di lavoro, gli amici della squadra di calcio, quelli del tennis, i compagni di partito, di parrocchia ecc, ecco poi il dramma dei regali, una sinfonia chiara ma inevitabile: nessuno sa più cosa fare, tutti hanno tutto, eccetto chi non ha niente, ma a quelli nessuno dona qualcosa, visto che anche loro hanno poco da regalare (che in un certo senso quasi li invidio!).
Allora per regalare qualcosa e non fare brutta figura, devo regalare un oggetto che sia alla moda, solitamente molto caro e a volte introvabile. E qui nascono giri nevrotici per i negozi, attacchi d'ira per i parcheggi, se sono così temerario (stupido?) da girare in auto, risse con commesse superstressate, incontri e scontri con altri cittadini nelle stesse condizioni. Poi alla fine scontento e incavolato come non mai, faccio i conti e sempre all'ultimo momento mi accorgo che manca un regalo e i negozi chiudono fra 20 minuti...e via di corsa. Mai capitato?
Meno male che in questo trambusto mi posso consolare con le feste di Natale dei miei bambini: 2 ore di strazianti cori natalizi, insieme a inni per la Coca Cola e quant'altro, 2 ore strappate al lavoro, lottando con altre mamme con gli stessi problemi; 3 figli, 3 mattine di guerra, a correre di qua e di là, sbagliando a volte scuola o classe, altre orario e giorno, però alla fine sono felice,che belli i bambini, bravi, con cappuccio natalizio, sempre stile Coca Cola, a cantare sempre Stille Nacht (ma dopo di allora non si è più fatta musica?). E alla fine della festa e vai con i biscotti natalizi e poi mezzo ubriaco, ingolfato e stufato torno al lavoro, sperando che non ci sia la festicciola dell'ufficio. E poi baci ai mille gusti, a donne che sanno di vaniglia e a maschi con barbe alla carta vetrata, abbracci e strette di mano: sembra un party per i virus, gli unici a divertirsi in queste occasioni.
Tre settimane, che da qualche parte qualcuno ci impone, volenti o nolenti, atei o cristiani, chiunque costretto ai lavori forzati, con un odio crescente nei confronti dell'umanità.
E non è finita, dopo il magico momento dell'apertura dei pacchi, e dell'ingolfamento dei cassonetti stradali, iniziano 2 settimane di scuole chiuse, con bimbi agitati dall'atmosfera, e l'obbligo morale di andare a ....sciare. Be, qui inizia un'altra storia.
Ecco, ora è chiaro perché dal 7 gennaio in poi, appena tornata una presunta normalità e il corpo e lo spirito (?) si rilassano un attimo: " finalmente si respira ..." ma si respira male, un po' di tosse, la febbre, male alla ossa....noooooo, è arrivata l'influenza. Siamo in 5 in famiglia fra incubazione, complicanze eccetera arriviamo fino a Pasqua!
Che ci sia un modo di evitare tutto questo?
Buone Feste
Claudio Vedovelli
Website : http://www.ambientesalute.org
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Il portale ufficiale del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
Decreto ministeriale 24 luglio 2002
(G.U. della Repubblica Italiana n. 285 del 5 dicembre 2002)

- VISTA legge 31 dicembre 1982, n. 979, recante disposizioni per la difesa del mare;
- VISTA la legge 8 luglio 1986, n. 349, istitutiva del Ministero dell'ambiente;
- VISTA la legge quadro sulle aree protette 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modifiche;
- VISTO l'articolo 1, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, con il quale le funzioni del soppresso Ministero della marina mercantile in materia di tutela e difesa dell'ambiente marino sono trasferite al Ministero dell'ambiente;
- VISTO l'articolo 2, comma 14, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, con il quale è stata soppressa la Consulta per la difesa del mare dagli inquinamenti;
- VISTO l'articolo 2, comma 14, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, con il quale, per l'istruttoria preliminare relativa all'istituzione e all'aggiornamento delle aree protette marine, per il supporto alla gestione, al funzionamento nonché alla progettazione degli interventi da realizzare anche con finanziamenti comunitari nelle aree protette marine, è stata istituita, presso il competente Servizio del Ministero dell'ambiente, la Segreteria tecnica per le aree protette marine;
- VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 di riforma dell'organizzazione del Governo;
- VISTO il decreto del Presidente della Repubblica, 27 marzo 2001, n. 178 recante il Regolamento di organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e, in particolare, l'articolo 7, comma 3, lettera a) che attribuisce alla Direzione per la Difesa del mare le funzioni in materia di istituzione e gestione delle aree protette marine;
- VISTO lo Statuto della Regione Siciliana, approvato con R.D.L.gs 15 maggio 1946, n. 455, convertito nella legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2;
- CONSIDERATO che i beni del demanio marittimo dello Stato sono assegnati alla Regione Siciliana ai sensi dell'articolo 32 del citato Statuto e delle successive norme di attuazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1 luglio 1977, n. 964;
- VISTE le competenze esclusive in materia di pesca affidate alla Regione Siciliana ai sensi dell'articolo 14, lettera l) dello Statuto della Regione Siciliana, e delle successive norme di attuazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 12 novembre 1975, n. 913;
- VISTA la legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, recante "Norme per l'istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve naturali", e successive modifiche ed integrazioni;
- VISTO il decreto dell'assessore per il Territorio e l'Ambiente della Regione Siciliana datato 1 settembre 1997 di istituzione della riserva naturale "Isola delle Femmine";
- VISTO il decreto del Ministro dell'ambiente di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica in data 11 ottobre 1999 di costituzione della Segreteria tecnica per le aree protette marine;
- VISTA l'istruttoria preliminare per l'istituzione dell'area marina protetta "Capo Gallo - Isola delle Femmine" svolta dalla Segreteria tecnica per le aree protette marine;
- VISTE le note del Comune di Palermo n. 12739 del 27 ottobre 2000, e del Comune di Isola delle Femmine n. 13320 del 15 novembre 2000, con le quali i Sindaci dei predetti Comuni hanno espresso il loro assenso alla proposta istitutiva dell'area marina protetta redatta dalla Segreteria tecnica, con la relativa perimetrazione, la zonazione, i vincoli e le deroghe ivi previsti;
- VISTA l'intesa generale in materia di aree marine protette tra il Ministero dell'ambiente e la Regione Siciliana sottoscritta in data 7 marzo 2001;
- VISTA la nota d'intesa del Ministro dell'Economia e delle finanze n. 4686 del 15 febbraio 2001;
- VISTA la nota d'intesa della Regione Siciliana prot. n. 1053 del 19 febbraio 2002;
- VISTO l'articolo 77, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, il quale dispone che l'individuazione, l'istituzione e la disciplina generale dei parchi e delle riserve nazionali, comprese quelle marine e l'adozione delle relative misure di salvaguardia, siano operati sentita la Conferenza Unificata;
- VISTO il parere espresso in data 20 giugno 2002 dalla Conferenza Unificata, ai sensi dell'articolo 77 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
- RAVVISATA la necessità di provvedere all'istituzione dell'area marina protetta denominata "Capo Gallo - Isola delle Femmine";
Articolo 2
- a) la protezione ambientale dell'area marina interessata;
- b) la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona;
- c) la diffusione e la divulgazione della conoscenza dell'ecologia e della biologia degli ambienti marini e costieri dell'area marina protetta e delle peculiari caratteristiche ambientali e geomorfologiche della zona;
- d) l'effettuazione di programmi di carattere educativo per il miglioramento della cultura generale nel campo dell'ecologia e della biologia marina;
- e) la realizzazione di programmi di studio e ricerca scientifica nei settori dell'ecologia, della biologia marina e della tutela ambientale, al fine di assicurare la conoscenza sistematica dell'area;
- f) la promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con la rilevanza naturalistico-paesaggistica dell'area, anche privilegiando attività tradizionali locali già presenti. Nell'ambito dell'azione di promozione di uno sviluppo compatibile con le predette finalità, la disciplina delle attività relative alla canalizzazione dei flussi turistici, alle visite guidate e ai mezzi di trasporto collettivi, potrà prevedere che le predette attività vengano svolte prioritariamente o esclusivamente dai residenti e da imprese avente sede nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta.
Articolo 4
- a) la caccia, la cattura, la raccolta, il danneggiamento e, in genere, qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento delle specie vegetali e animali, ivi compresa l'immissione di specie estranee;
- b) l'asportazione anche parziale ed il danneggiamento di reperti archeologici, di formazioni geologiche e minerali;
- c) l'alterazione con qualunque mezzo, diretta o indiretta, dell'ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell'acqua, nonché la discarica di rifiuti solidi e liquidi e, in genere, l'immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell'ambiente marino;
- d) l'introduzione di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, nonché di sostanze tossiche o inquinanti;
- e) le attività che possano comunque arrecare danno, intralcio o turbativa alla realizzazione dei programmi di studio e di ricerca scientifica da attuarsi nell'area.
| Punto | Latitudine | Longitudine |
| (*) il punto è in costa | ||
| E1 (*) | 38°13'.33 N | 013°18'.22 E |
| F | 38°13'.58 N | 013°18'.22 E |
| G1 (*) | 38°13'.58 N | 013°19'.05 E |
| Punto | Latitudine | Longitudine |
| (*) il punto è in costa | ||
| H1 (*) | 38°12'.65 N | 013°14'.10 E |
| I | 38°12'.65 N | 013°13'.85 E |
| J | 38°12'.95 N | 013°13'.85 E |
| K | 38°12'.95 N | 013°14'.45 E |
| L | 38°12'.70 N | 013°14'.45 E |
| M1 (*) | 38°12'.70 N | 013°14'.30 E |
- a) la balneazione;
- b) le immersioni subacquee con o senza apparecchi respiratori, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4;
- c) la navigazione, l'accesso e la sosta con navi, imbarcazioni e natanti di qualsiasi genere e tipo, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4;
- d) l'ancoraggio, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4;
- e) l'ormeggio, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4;
- f) la pesca professionale e sportiva con qualunque mezzo esercitata;
- g) la pesca subacquea.
| Punto | Latitudine | Longitudine |
| (*) il punto è in costa | ||
| P1 (*) | 38°12'.75 N | 013°17'.40 E |
| Q | 38°13'.00 N | 013°17'.20 E |
| R | 38°13'.70 N | 013°18'.65 E |
| S | 38°13'.70 N | 013°19'.25 E |
| T | 38°13'.40 N | 013°19'.45 E |
| U1 (*) | 38°13'.30 N | 013°19'.30 E |
| Punto | Latitudine | Longitudine |
| V | 38°12'.45 N | 013°13'.65 E |
| W | 38°13'.05 N | 013°13'.65 E |
| X | 38°13'.05 N | 013°14'.60 E |
| Y | 38°12'.45 N | 013°14'.60 E |
| Punto | Latitudine | Longitudine |
| N1 | 38°12'.15 N | 013°15'.60 E |
| O1 | 38°12'.25 N | 013°16'.00 E |
- a) la navigazione, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 e dal successivo comma 7, lettera d), e e) del presente articolo;
- b) l'ancoraggio libero, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 del presente articolo;
- c) l'ormeggio libero, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 e dal successivo comma 7, lettera f), del presente articolo;
- d) la pesca professionale, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 7 lettera g) del presente articolo;
- e) la pesca sportiva, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 7 lettera i) del presente articolo;
- f) la pesca subacquea.
- a) la balneazione;
- b) le visite guidate subacquee, disciplinate e contingentate dall'Ente gestore, compatibilmente alle esigenze di tutela dei fondali, con l'ausilio dei centri d'immersione subacquea aventi sede legale nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta;
- c) le immersioni subacquee, autorizzate, disciplinate e contingentate dall'Ente gestore, compatibilmente alle esigenze di tutela dei fondali;
- d) la navigazione a motore ai natanti come definiti ai sensi della legge 16 giugno 1994, n. 378, esclusivamente per raggiungere con la rotta più breve gli ormeggi predisposti e/o disciplinati dall'Ente gestore e, comunque, a velocità non superiore a cinque nodi, nonché la navigazione a vela e a remi;
- e) la navigazione a motore, a velocità non superiore a cinque nodi, per il trasporto collettivo e le visite guidate, anche subacquee, come disciplinate dall'Ente gestore;
- f) l'ormeggio in zone individuate e opportunamente attrezzate con gavitelli e ormeggi predisposti e/o disciplinati dall'Ente gestore;
- g) l'esercizio della pesca professionale, nei modi e nei luoghi disciplinati dall'Ente gestore, con gli attrezzi della piccola pesca previsti dall'articolo 19 del decreto del Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali 26 luglio 1995, e con gli altri attrezzi selettivi di uso locale, compatibilmente alle esigenze di tutela dell'area, riservata ai pescatori residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, aventi sede legale nei detti Comuni, alla data di entrata in vigore del presente decreto, e loro soci inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna cooperativa;
- h) le attività di pescaturismo, autorizzate e disciplinate dall'Ente gestore nell'ambito delle vigenti normative nazionali e regionali, riservate ai pescatori professionisti residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta, alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, aventi sede legale nei detti Comuni alla data di entrata in vigore del presente decreto, e loro soci inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna cooperativa;
- i) la pesca sportiva con lenza e canna senza mulinello da fermo riservata ai soli residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta, nei modi e nei luoghi disciplinati dall'Ente gestore;
- j) il prelievo per soli motivi di studio di specie vegetali o animali e di formazioni geologiche e minerali, autorizzato e disciplinato dall'Ente gestore.
- a) la navigazione libera, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 e dal successivo comma 10 lettere d), e) e l), del presente articolo;
- b) l'ancoraggio libero fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 e dal successivo comma 10 lettera f) del presente articolo;
- c) l'ormeggio libero, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 e dal successivo comma 10 lettera g) del presente articolo;
- d) la pesca professionale, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 10 lettera h) del presente articolo;
- e) la pesca sportiva, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma10 lettera m) del presente articolo;
- f) la pesca subacquea.
- a) la balneazione;
- b) le visite guidate subacquee, disciplinate dall'Ente gestore, compatibilmente all'esigenza di tutela dei fondali;
- c) le immersioni subacquee, autorizzate e disciplinate dall'Ente gestore, compatibilmente all'esigenza di tutela dei fondali;
- d) la navigazione a motore ai natanti e alle imbarcazioni come definiti ai sensi della legge 16 giugno 1994, n. 378, e, comunque, a velocità non superiore a dieci nodi, nonché la navigazione a vela e a remi;
- e) la navigazione a motore, a velocità non superiore a dieci nodi, ai mezzi di trasporto marittimi e alle unità adibite al trasporto collettivo e alle visite guidate, anche subacquee, come disciplinate dall'Ente gestore;
- f) l'ancoraggio come disciplinato dall'Ente gestore in zone appositamente individuate, compatibilmente con l'esigenza di tutela dei fondali, sentita la Commissione di riserva;
- g) l'ormeggio in zone individuate e opportunamente attrezzate con gavitelli e ormeggi predisposti e/o disciplinati dall'Ente gestore;
- h) l'esercizio della pesca professionale, disciplinata dall'Ente gestore, con gli attrezzi della piccola pesca previsti dall'articolo 19 del decreto del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali, 26 luglio 1995, compatibilmente alle esigenze di tutela dell'area, riservata ai pescatori residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, aventi sede legale negli stessi Comuni alla data di entrata in vigore del presente decreto, e loro soci inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna cooperativa;
- i) le attività di pescaturismo, autorizzate e disciplinate dall'Ente gestore nell'ambito delle vigenti normative nazionali e regionali, riservate ai pescatori professionisti residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, aventi sede legale nel detto Comune alla data di entrata in vigore del presente decreto;
- j) l'accesso e la navigazione alle navi adibite all'esercizio della pesca professionale dei pescatori residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, aventi sede legale negli stessi Comuni alla data di entrata in vigore del presente decreto, e loro soci inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna cooperativa;
- k) la pesca sportiva con lenza e canna senza mulinello da fermo, riservata ai residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta, nonché ai non residenti specificamente autorizzati dall'Ente gestore;
- l) il prelievo per motivi di studio di specie vegetali o animali e di formazioni geologiche e minerali, autorizzato e disciplinato dall'Ente gestore.
Articolo 5
Articolo 6
Articolo 7
Articolo 8
Articolo 9
Articolo 10
La gente insieme all'esercito e alla polizia...
tutti Esseri Umani e Fratelli.
Colpo di POPOLO ad Atene !!!
Letter from army camps refuting the army's repressive role
Centinaia di soldati dei 42 campi dell'esercito dichiarano:
CI RIFIUTIAMO DI DIVENTARE UNA FORZA DI TERRORE E DI REPRESSIONE CONTRO LE MOBILITAZIONI;
APPOGGIAMO LA LOTTA DEGLI STUDENTI DI SCUOLA/UNIVERSITA' E DEI LAVORATORI
Siamo dei soldati da ogni parte della Grecia [è necessario qui osservare
che in Grecia è ancora in vigore la coscrizione e che riguarda tutti i
greci maschi; la maggior parte o forse anche tutte le persone che firmano
questo sono legati al popolo che al momento stanno servendo nel servizio
militare obbligatorio - non reclute dell'esercito]. Soldati ai quali, a
Hania, è stato ordinato di opporsi a studenti universitari, lavoratori e
combattenti del movimento antimilitarista portando le nostre armi
e poco tempo fa. [Soldati] che portano il peso delle riforme e della
"preparazione" dell'esercito greco. [Soldati che] vivono tutti i giorni
attraverso l'oppressione ideologica del militarismo, del nazionalismo dello
sfruttamento non retribuito e della sottomissione ai "[nostri] superiori".
Nei campi dell'esercito [nei quali serviamo], sentiamo di un altro
"incidente isolato": la morte, provocata dall'arma di un poliziotto, di un
quindicenne di nome Alexis. Sentiamo di lui negli slogan portati sopra le
mura esterne del campo come un tuono lontano. Non sono stati chiamati
incidenti anche la morte di tre nostri colleghi in agosto? Non è stata
pure chiamata un incidente isolato la morte di ciascuno dei 42 soldati che
sono morti negli ultimi tre anni e mezzo? Sentiamo che Atene, Thessalonica
ed un sempre crescente numero di città in Grecia sono diventate campi di
agitazione sociale, campi dove viene recitato fino in fondo il risentimento
di migliaia di giovani, di lavoratori e di disoccupati. Vestiti con
uniformi dell'esercito ed "abbigliamento da lavoro", facendo la guardia al
campo o correndo per commissioni, facendo i servitori dei "superiori", ci
troviamo ancora lì [in quegli stessi campi]. Abbiamo vissuto, come
studenti universitari, come lavoratori e come disperatamente disoccupati,
le loro "pentole d'argilla", i "ritorni di fiamma accidentali", i
"proiettili deviati", la disperazione della precarietà, dello
sfruttamento, dei licenziamenti e dei procedimenti giudiziari. Ascoltiamo i
mormorii e le insinuazioni degli ufficiali dell'esercito, ascoltiamo le
minacce del governo, rese pubbliche, sull'imposizione dello "stato
d'allarme". Sappiamo molto bene cosa ciò significhi. Viviamo attraverso
l'intensificazione [del lavoro], aumentate mansioni [dell'esercito],
condizioni estreme con un dito sul grilletto. Ieri ci è stato ordinato di
stare attenti e di "tenere gli occhi aperti".
Ci chiediamo:
A CHI CI AVETE ORDINATO DI STARE ATTENTI?
VERSO CHI DOVREMMO STARE IN ALLARME?
Ci avete ordinato di stare pronti a far osservare lo stato di ALLARME:
- Distribuzione di armi cariche in certe unità dell'Attica [dove si trova
Atene] accompagnata anche dall'ordine di usarle contro i civili se
minacciate. (per esempio, una unità dell'esercito a Menidi, vicino agli
attacchi contro la stazione di polizia di Zephiri)
- Distribuzione di baionette ai soldati ad Evros [lungo la frontiera turca]
- Infondere la paura nei dimostranti spostando i plotoni nell'area
periferica dei campi
dell'esercito
- Spostare per protezione i veicoli della polizia nei campi
dell'esercito a Nayplio-Tripoli-Korinthos
- Il "confronto" da parte del maggiore I. Konstantaros nel campo di
addestramento per reclute di Thiva riguardo l'identificazione di
soldati con negozianti la cui proprietà è
stata danneggiata
- Distribuzione di proiettili di plastica nel campo di
addestramento per reclute di Corinto e l'ordine di sparare contro i nostri
concittadini se si muovessero "minacciosamente" (nei riguardi di chi???)
- Disporre una unità speciale alla statua del "Milite ignoto" giusto di
fronte ai dimostranti sabato 13 dicembre come pure mettere in posizione i
soldati del campo di addestramento per reclute di Nayplio contro la
manifestazione dei lavoratori
- Minacciare i cittadini con Unità Operazioni Speciali dalla Germania
e dall'Italia - nel ruolo di un esercito di occupazione - rivelando
così il vero volto anti-lavoratori/autoritario della U.E.
La polizia che spara prendendo a bersaglio le rivolte sociali
presenti e future. E' per questo che preparano un esercito che assuma i
compiti di una forza di polizia e la società ad accettare il ritorno
all'esercito del totalitarismo riformato. Ci stanno preparando ad opporci
ai nostri amici, ai nostri conoscenti ed ai nostri fratelli e sorelle. Ci
stanno preparando ad opporci ai nostri precedenti e futuri colleghi al
lavoro ed a scuola. Questa sequenza di misure dimostra che la leadership
dell'esercito, della polizia e l'approvazione di Hinofotis (ex membro
dell'esercito professionale, attualmente vice ministro degli interni,
responsabile per "agitazioni" interne), del QG dell'esercito, dell'intero
governo, delle direttive della U.E., dei
negozianti-come-cittadini-infuriati e dei gruppi di estrema destra mirano
ad utilizzare le forze armate come un esercito di occupazione - non ci
chiamate "corpo di pace" quando ci mandate all'estero a fare esattamente le
stesse cose? - nelle città dove siamo cresciuti, nei quartieri e nelle
strade dove abbiamo camminato. La leadership politica e militare dimentica
che siamo parte della stessa gioventù. Dimenticano che siamo carne della
carne di una gioventù che sta di fronte al deserto del reale all'interno
ed all'esterno dei campi dell'esercito. Di una gioventù che è furibonda,
non sottomessa e, ancora più importante,
SENZA PAURA. SIAMO CIVILI IN UNIFORME.
Non accetteremo di diventare strumenti gratuiti della paura che
alcuni cercano di instillare nella società come uno spaventapasseri. Non
accetteremo di diventare una forza di repressione e di terrore. Non ci
opporremo al popolo con il quale dividiamo quegli stessi timori, bisogni e
desideri/lo stesso futuro comune, gli stessi pericoli e le stesse speranze.
la nostra solidarietà al popolo che lotta e urliamo che non diventeremo
delle pedine dello stato di polizia e della repressione di stato. Non ci
opporremo mai al nostro popolo. Non permetteremo nei corpi dell'esercito
l'imposizione di una situazione che ricordi i "giorni del 1967" [quando
l'esercito greco ha effettuato il suo ultimo colpo di stato].
http://indy.gr/newswire/epistol-apo-ta-stratopeda-poy-arneitai-ton-katastaltiko-rolo-toy-stratoy
http://tapesgoneloose.blogspot.com/
http://iltimone.blogspot.com
Autocertificazione per la richiesta del "Bonus famiglia"
Il bonus, il cui ammontare può variare da 200 fino a 1.000 euro in considerazione sia del reddito sia dei componenti del nucleo familiare, può essere richiesto dai cittadini residenti, lavoratori e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di una famiglia qualificata come a basso reddito.
Le scadenze per richiedere l'agevolazione dipendono dall'anno d'imposta che viene preso come riferimento per la verifica dei requisiti previsti dalla norma per il riconoscimento del bonus. A questo riguardo, ci sono due le alternative:
- chi sceglie come anno di riferimento il 2007 deve presentare la richiesta al datore di lavoro o all'ente pensionistico entro il 31 gennaio 2009, utilizzando il modello "sostituto" predisposto per la richiesta del bonus al sostituto d'imposta o agli enti pensionistici. Nel caso in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d'imposta, la domanda potrà essere invece inviata, in via telematica, all'Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2009, utilizzando il modello denominato "agenzia".
- coloro che , invece, scelgono il 2008, devono presentare la richiesta al datore di lavoro o all'ente pensionistico entro il 31 marzo 2009. In tutti casi in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d'imposta, la richiesta può essere presentata, sempre in via telematica, all'Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno 2009.
Provvedimento del 5/12/2008 - pdf- Approvazione dei modelli per la richiesta del bonus straordinario per famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienza, ai sensi dell’art. 1 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185. (Pubblicato il 05/12/08 ai sensi dell'art. 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n° 244)
http://www.isolapulita.it
Chi è Raffaele Lombardo e dove vuole arrivare? Una conversazione privata con il Presidente della Regione siciliana. Ecco che cosa ci ha detto
E’ arrivato una settimana fa un signore da Rimini, la prima cosa che mi ha chiesto è stata: "com’è questo Presidente della Regione, Raffaele Lombardo?”.
“Un’altra cosa….”, ho chiarito.
“E che significa un’altra cosa?”
“E’ agli antipodi di Totò Cuffaro. Come persona, non come uomo politico”
“Sono distinzioni improbabili”, ha commentato.
“Cuffaro è quello dei cannoli?”, ha chiesto il signore di Rimini.
Ed io ho storto le labbra. “I cannoli? Voi non capite”, ho sbottato con disappunto.
“Che cosa dovremmo capire? Uno viene condannato a cinque anni e festeggia. Da noi questo non sarebbe accaduto”.
“E’ sicuro? Si faccia un esame…”
“Di coscienza?”
“Macché, un inventario dei fatti”, ho suggerito. “Umberto Bossi festeggia la Padania con l’ampolla. Quando vedo questa paggliacciata, quasi mi dico: meglio i cannoli”.
”Rimini non è la Padania”, precisa l’ospite. “Nemmeno a noi piace l’ampolla...Lei è reticente, sa?”, aggiunge inaspettatamente.
“No, non è vero, è che non ho capito”, ho confessato. “Il punto non è la diversità. Si può essere diversi e peggiori, non è detto che la diversità porti necessariamente buone cose. Tutto ciò che so, e non basta per fare un bilancio, è che Raffaele Lombardo vuole rimettere in sesto la barca, per fare questo deve cambiare un sacco di cose, e cambiare significa mettersi contro la gente che conta”.
“Materia del contendere?”
“La sanità e non solo…”.
“Problema insondabile”, ha sussurrato l’uomo di Rimini con aria saputa.
“La sanità ha tante implicazioni. La sanità ha fatto nascere i partiti, ha mandato in galera tante persone importanti, ha creato business, ha coinvolto le mafie, spaccato la politica. Mi sono fatto alcune opinioni sulla base di quello che ho ascoltato e letto. Non ho mai parlato con il Governatore”.
L’uomo di Rimini, a questo punto, ha riso. “Con i giornalisti non ci parla?"
“Ci parla, ci parla, ma non ha tempo per tutti. Diciamo che non l’ho inseguito…”
“Il verdetto? Si sbilanci”, mi ha incalzato.
“British, cauto, attento, post-moderno ed insieme siciliano fino al midollo”.
L’uomo di Rimini, a questo punto, si è fatta una risata ed ha cambiato discorso.
Questa conversazione mi ha costretto a riflettere. Mi sono detto: possibile che non mi sia fatta un’idea sul Governatore della Sicilia?
Sì, era possibile.
Venerdì scorso, perciò, ho cercato di colmare questa lacuna, approfittando degli auguri del Presidente della Regione ai giornalisti.
L’ho ascoltato mentre parlava a microfono alla folla, l’ho ascoltato mentre era assediato da un nugolo di giornalisti dopo la cerimonia ufficiale, l’ho ascoltato mentre mi ha parlato da solo. La prima sensazione, affatto sfavorevole, è che in tutte e tre le circostanze, non sono cambiati i toni, le espressioni, l’atteggiamento, i contenuti. La seconda? Lombardo è un uomo avvertito, che non si lascia prendere dagli entusiasmi e conserva un disincanto “protettivo”. Un riserbo quasi naturale. Dovuto alla proverbiale diffidenza siciliana? Probabile. Piuttosto alla necessità di sapere con chi sta parlando. Spende le parole con il contagocce anche quando ama l’argomento. E’ come se parlasse di "rimessa”. Ciò non significa affatto che sono gli altri a scegliere gli argomenti, tutt’altro.
“Hai scrito che mi ci vuole uno psichiatra”, ha esordito.
“No, non è così. Le hanno rifetito una cosa sbagliata”.
“Bene, eppure…”.
“Le geometrie variabili?”, ho chiesto.
Sapete di che si tratta, no? I disegni di legge del governo sono stati votati dall’opposizione e il Governatore ha spiegato che i voti favorevoli sono, appunto, il risultato di geometrie variabili. L’espressione ha fatto succedere il finimondo, al punto che i dirigenti dei due principali partiti della coalizione di centrodestra, PDL e UDC, si sono riuniti a Roma per decidere il da farsi con il Presidente che “si gioca” l’alleanza in Sicilia.
“Facciamo conto che io voglia cambiare il mondo”, ha cominciato. “Devo aspettarmi che ci sia gente che non voglia farmelo cambiare il mondo, si o no?”
Ho annuito, naturalmente.
“Mi devo attrezzare, dunque”.
Ho annuito ancora.
“Per il Presidente della Regione ed un governo che vuole misurarsi con la realtà, creare consenso attorno a temi importanti ed avere un rapporto corretto con il Parlamento, le riforme devono essere condivise. Ho il dovere morale di chiedere a tutto il Parlamento il consenso più largo”.
“Se i voti dell’opposizione arrivano insieme al dissenso di parti della maggioranza, che succede?”
“Succede che quelli che vogliono cambiare il mondo non ci stanno e arrivano i voti di chi ci sta”.
“Le geometrie variabili?”, ho osservato.
A questo punto, ha abbassato la testa, come fanno i siciliani, e si è concesso un lieve sorriso come fanno gli inglesi quando sprizzano entusiasmo da tutti i pori.
“L’opposizione ha fatto la sua parte, il governo pure, il Presidente ha ottenuto ciò che voleva”, ha spiegato. “Qualcuno è rimasto fuori, ma ciò non significa che ho tradito le alleanze, che ho concordato un programma di governo con l’opposizione. Tutto è avvenuto alla luce del sole, in modo trasparente. Quasi tutte le leggi del governo sono state approvate con largissimo consenso, e si tratta di buone leggi”.
“Le geometrie varibili sarebbero queste?”, ho domandato.
“Il nostro piano di rientro del deficit della Sanità è stato apprezzato dal Presidente del Consiglio. Ho ricevuto una sua lettera, scrive che il nostro piano è strategico ed innovativo. Accanto al giudizio positivo del Presidente, ho incassato quello dell’opposizione. Nessun ribaltone. Ci suono buone ragioni per compiacersi del lavoro fatto. Il resto è niente…”.
“Che c’è nel futuro?”
“Altre legittime reazioni di chi resiste ai cambiamenti, ma in concreto c’è da affrontare il problema dell’energia e quello ambientale, dovremo organizzare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in modo efficiente e innovativo”.
Guardandomi attorno ho visto uomini con carpette pronte per la firma, signori in attesa a qualche passo.
“Se non amassi questo lavoro”, ha concluso, “come farei a sopportare l’insopportabile?”.
Giusto, come fa? E’ stato sulla graticola mesi e continua a starci come se invece dei carboni ardenti sotto i piedi avesse un tappeto di piume.
No, non sarà facile scaricarlo.
Salvatore Parlagreco
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/38400/raffaele-lombardo-dove-vuole-arrivare-conversazione-privata-presidente-della-regione-siciliana-ecco-cosa-detto.htmDalla Italcementi di Isola delle Femmine ci giungono gli auguri di Buon Natale
http://isolapulita.blogspot.com/2008/12/un-buon-natale-ci-arriva-dallo.html#links
0) Oggi in diretta da Palermo IO SONO SAVIANO da Palermo Napoli Milano Roma Cagliari Messina 20 dicembre la diretta
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/io-sono-saviano-da-palermo-napoli.html#links
1)L'AFFAIR DELLA CALLIOPE: Ex Amministratori locali coinvolti in una storia di appartamenti?
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/blog-post_12.html
2)Delocalizzare le AZIENDE INSALUBRI Funzioni del Sindaco
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/la-bertolino-chiede-la-delocalizzazione.html
3)Amianto a Isola delle Femmine! Che fare? di Fabio Solina
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/amianto-isola-delle-femmine-che-fare.html
4)ITALCEMENTI Monselice Nuova ALLARMANTE fumata da....
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/monselice-nuova-allarmante-fumata-da.html
5)Risposta del Ministro Prestigiacomo all'interrogazione dell'on Siragusa
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/l-ha-approvato-la-riforma-dei-dip.html
6) La storia di una ranocchia
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/11/blog-post_21.html
7)La scomparsa dei Maiorana: gli imprenditori di Palermo rintracciati in Spagna
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/avvistati-in-spagna-i-maiorana.html
8)Italcementi, proclamato lo stato d'agitazione
http://isolapulita.blogspot.com/2008/12/italcementi-proclamato-lo-stato.html#links
9) Neoplasie infantili in aumento
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/aumento-delle-neoplasie-infantili.html
10) Amministratori accusati di tentata concussione sul caso Oikothen
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/amministratori-accusati-di-tentata.html
11) NO AL PET-COKE SI ALLA RICONVERSIONE
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/no-al-pet-coke-si-alla-riconversione.html
12) CROMO ESAVALENTE 6692 mg/kg A ISOLA DELLE FEMMINE e il SINDACO NICCHIA
http://isolapulita.blogspot.com/2008/11/cementifici-petcoke-rifiuti-diossine.html#links
13) Statistica Malattie e Forme Tumorali manifestatesi negli ultimi 25 anni a Isola delle Femmine
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/statistica-malattie-e-forme-tumorali.html
14) IL DIRITTO ALLA MIGLIOR CURA DISPONIBILE
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2008/12/il-diritto-alla-miglior-cura.html
15) LE ACQUE D'ORO DI ISOLA DELLE FEMMINE Il controllo controlla il controllore?
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/08/blog-post.html
ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI
Caricato da isolapulita
DIREZIONE CONTROLLO E PREVENZIONE AMBIENTALE
RELAZIONE TECNICA
In data 23/05/06, presso gli uffici del Dipartimento Provinciale dell'ARPA, viene redatta la presente relazione. Sono presenti la Dott.ssa M.R. Pecoraro, l'ADT L. Mammana per la Provincia Regionale di Palermo e il Dott. V. Ruvolo e il Dott. A. Macaluso del Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo.
La Ditta Italcementi s.p.a. è titolare delle seguenti autorizzazioni alle emissioni in atmosfera con provvedimenti rilasciati dall'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente ed iscrizione presso il Registro della Provincia di Palermo:
1. D. A. n. 292/17 del 17.03.1994, ai sensi dell'ari. 12 del DPR 203/88, per le emissioni derivanti dalla produzione di cementi presso l'impianto sito in Vie delle Cementerie n. 10 a Isola delle Femmine ( n. 82 camini denominati da E1 a E81);
2. D.A. n. 871/17 del 06.10.1994 e D.A. n. 141/17 del 15.03.1995 che modificano le prescrizioni dell'autorizzazione di cui al punto 1;
3. D.A. n. 187/17 del 04.04.1997 che prescrive la misurazione in continuo delle emissioni relative ai camini denominati E14, E35, E38 ed E50;
4. D.A. n. 1051/17 del 21.12.199, ai sensi dell'art. 6 del D.P.R. 203/88, per le emissioni in atmosfera derivanti dall'attività di frantumazione svolta nella cava denominata Pian dell'Aia (n. 4 camini denominati E82, E83, E84, E85);
5. Iscrizione al n. 231 del registro delle imprese che effettuano attività di recupero, ai sensi degli articoli 31 e 33 del D.L.vo 22/97, per il recupero delle tipologie di rifiuti 7.8 rifiuti di refrattari, refrattari da forno e tipologia 13.6 gessi chimici utilizzati per la produzione di cemento. La prima comunicazione è stata prodotta in data 20.05.1998 ed è stata rinnovata il 20.05.2003.
A seguito del sopralluogo del 6 dicembre 2005, effettuato congiuntamente da tecnici del Dipartimento Provinciale dell'ARPA e della Provincia Regionale di Palermo, è stato chiesto alla Ditta di produrre documenti e relazioni inerenti l'attività di produzione cemento ed il recupero di rifiuti.
La Italcementi, con nota del 19.12.2005, ha prodotto le relazioni e le notizie sull'impianto. La lettura degli atti acquisiti unitamente alle verifiche durante il sopralluogo e le analisi effettuate dal Dipartimento ARPA Provinciale hanno permesso di verificare:
a. La modifica di alcuni punti di emissione, come è stato dichiarato dalla Ditta (verbale di sopralluogo del 20.09.2000), in particolare:
• E1 è stato dismesso;
• E10 è inattivo, cioè non è collegato all'estrazione sili;
• E13 convoglia anche le emissioni precedentemente convogliate al camino E10.
Pertanto non sarebbero attivi E1 ed E10. Tali variazioni dell'impianto non sono state preventivamente comunicate e/o autorizzate, inoltre non risulta sia stato dato seguito alla richiesta della CPTA (nota protocollo n. 439/CPTA del 03.03.2003) di produrre relativa documentazione in conformità alla normativa;
b. L'inattività da svariati anni degli impianti a monte di 21 punti di emissione. Risultano momentaneamente inattivi i seguenti punti di emissione:
• E4 (dal 1995) essiccazione correttiva;
• E20 (dal 1995) canaletto F1 e F2;
• E25 e E26 (dal 1995) alimentazione F1 e F2;
• E33 ed E34 (dal 1995) forno n.1 e n.2;
• E36 (dal 1995) raffreddatore F1 ;
• E37(dal 1995) raffreddatore F2;
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• E40, E41 e E44 (dal 1998) catene Peters trasporto e spedizione clinker;
• E46 e E47 (dal 1997) mulino cotto 1 e separatore cotto 1;
• E51 (dal 1999) mulino cotto 3;
• E52 e E53 (dal 1995) alimentazione mulino pozzolana e mulino pozzolana;
• E54 (dal 1995) silo polveri;
• E57 (dal 1997) insaccatrice 1 ;
• E79(daM 995) caldaia 1;
• E80 (dal 1995) caldaia 2.
Inoltre il Mulino Cotto n. 3, corrispondente al punto di emissione E50, è autorizzato con processo a caldo, ma è utilizzato con processo a freddo e la Ditta effettua le misurazioni in continuo solo delle polveri, anche se non ha prodotto preventiva comunicazione di variazione.
c. L'utilizzo di petcoke quale combustibile di alimentazione del Mulino Crudo 3 (E14) e del Forno 3 (E35). La ditta ha fornito documentazione tecnica, allegata alla richiesta di autorizzazione (rilasciata il 17.03.1994), che riporta un semplice accenno all'utilizzo di combustibile solido, non ha prodotto la relativa scheda dei combustibili e successivamente ha fornito la potenzialità del Forno 3 pari a 80 MW ma non ha prodotto la potenzialità del Mulino Crudo collegato al camino E14.
Con il rapporto di prova, prodotto dalla Italcementi e redatto dalla Stazione Sperimentale per i Combustibili in data 02.11.2005, sul campione di petcoke è stata verificata una percentuale di zolfo maggiore del 3%. Le caratteristiche analitiche sono rispondenti a quelle individuate nel rigo 8, Sezione 2, Parte II dell'Allegato X alla Parte Quinta al D.L.vo 152 del 3 aprile 2006 per i combustibili con contenuto di zolfo non superiore al 6% in massa da utilizzare in impianti in cui durante il processo produttivo i composti dello zolfo siano fissati o combinati in percentuali non inferiore al 60% con il prodotto ottenuto.
d. Le modalità di stoccaggio presso Pian dell'Aia e di trasporto del combustibile solido costituito dal petcoke non sono idonee, si rimanda al verbale redatto il 24.01.2006 dal Dipartimento Provinciale dell'ARPA ed alla successiva nota protocollo n. 9945432 del 30.01.2006. Inoltre, l'analisi effettuata dal Dipartimento ARRA di un campione di petcoke, prelevato presso il Porto di Palermo il 13.01.2006 dalla stiva della M/N Amber K e destinato alla Italcementi s.p.a., evidenzia nel rapporto di prova n. 20060113-378 la presenza di idrocarburi policiclici aromatici (14,8 mg/Kg), e di metalli: Vanadio (1092 mg/Kg) e Nichel (211,1 mg/Kg). Tali sostanze sono elencate rispettivamente nella tabella A1 e B della Parte II dell'allegato I alla Parte Quinta del D.L.vo 152/06 ed i metalli sono presenti in concentrazione superiore ai 50 mg/Kg riportati nella tabella del Punto 5.1 della Parte I dell'Allegato V alla Parte Quinta del D.L.vo 152/06 pertanto è prevista l'applicazione delle prescrizioni più severe per l'emissione di polveri proveniente dalla manipolazione e stoccaggio.
e. La presenza di inquinanti (IPA, Vanadio, Nichel) ai punti di emissione connessi all'utilizzo di petcoke rilevata dalle analisi condotte dal Dipartimento ARPA e riportate nella tabella in Allegato n°1.
Tali parametri erano comunque prescritti dall'autorizzazione all'emissioni D.A. n. 871/17 del 6/10/1994 in modo non specifico con valori limiti fissati dal DM 12/07/90. Di tali inquinanti la Ditta non ha mai effettuato analisi periodiche ai camini di emissioni né ha comunicato le motivazioni del mancato adempimento.
Si osserva che nei rapporti analitici la Ditta dichiara tra le materie prime utilizzate il carbone e non il petcoke, e non cita il combustibile petcoke utilizzato nel forno 3 e nel mulino crudo 3.
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Si precisa che le caratteristiche chimiche e le condizioni di utilizzo del carbone sono ben diverse da quelle del petcoke.
f. La relazione tecnica sull'attività di recupero rifiuti speciali non pericolosi, descritti al precedente punto 5, non evidenzia la variazione dei limiti di emissioni dovute all'uso dei rifiuti così come prescritto dall'allegato 1, suballegato 2 al D.M. 5 febbraio 1998. Per la tipologia 7.8 è prevista l'attività di recupero R5 nei cementifici come aggiunta al clinker con ottenimento di cemento nelle forme usualmente commercializzate. Non è prevista attività di recupero per ottenimento materia prima secondaria. Nel ciclo produttivo della Italcementi il rifiuto è lavorato nell'impianto di frantumazione del calcare posto in Cava Raffo Rosso (E85), macinato a caldo nel mulino del crudo (E14) e sottoposto a cottura nel forno 3 (E35).
Per la tipologia 13.6 è prevista l'attività di recupero R5 nei cementifici come aggiunta al clinker con ottenimento di cemento nelle forme usualmente commercializzate. Nel ciclo produttivo della Italcementi il rifiuto è lavorato negli impianti di Macinazione cemento cotto 2 (E 48) e 3 (E 50).
Nelle relazioni tecniche allegate alle comunicazioni di inizio attività la Italcementi ha prodotto il quadro delle emissioni per l'attività di recupero dei gessi desolfonati e dei rifiuti da refrattari indicando i limiti di emissione ai sensi del punto 1 dell'all. 1, suballegato 2 del D.M. 05.02.98 per il recupero di materia da rifiuti non pericolosi in processi a freddo.
Si sottolinea che il recupero dei rifiuti da refrattari è effettuato in un ciclo che prevede trattamento termico, pertanto i limiti di emissione sono calcolati come previsto dal punto 2 dell'allegato 1, suballegato 2 al DM del 5 febbraio 1998.
g. Le relazioni analitiche relative ai controlli delle emissioni prescritti dai decreti autorizzativi e prodotte dalla Italcementi non hanno evidenziato l'uso dei rifiuti nel processo produttivo, inoltre non è stato verificato il rispetto dei valore limite secondo il D.M. 5 febbraio 1998 nel recupero dei rifiuti.
h. Lo stoccaggio e la movimentazione del petcoke e delle materie prime (clinker argilla, perlite, gesso, sabbia, calcare) avvengono all'interno di un capannone a mezzo di gru a ponte. Tali operazioni, che producono consistenti emissioni diffuse all'interno del capannone ed all'esterno di esso poiché la parte superiore del lato ovest è priva di chiusura, non sono descritte nella documentazione tecnica, allegata alla richiesta di autorizzazione (rilasciata il 17.03.1994). Dette circostanze sono state evidenziate anche durante il sopralluogo effettuato dal Dipartimento ARPA di Palermo del 13.10.05 e del 06.12.05. Gli accorgimenti tecnici adottati non sono sufficienti al contenimento delle emissioni e non sono conformi a quanto prescritto dalla Parte I dell'Allegato V alla Parte Quinta del D.L.vo 152 del 3 aprile 2006. La Ditta non ha prodotto la documentazione inerente al contenimento delle emissioni diffuse in riscontro alla richiesta formulata durante il sopralluogo del 6 dicembre 2005.
i. La Ditta non ha prodotto ad oggi le relazioni sulle verifiche in campo preavvisate a partire dal 31/01/06.
Alla luce delle osservazioni riportate è opportuno che la Ditta produca agli Enti in intestazione ed all'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente:
• Scheda con potenzialità del mulino crudo (camino E14);
• Relazione sul processo produttivo che preveda la fissazione o la combinazione di composti dello zolfo in percentuali non inferiori al 60%;
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• Relazione con calcolo dei valori limite degli inquinanti conseguenti al recupero di materia dai rifiuti non pericolosi in processi termici secondo l'allegato 1, sub allegato 2, punto 2 al D. M. 5 febbraio 1998 per il recupero di rifiuti di refrattari (camini E14 ed E35);
• Relazioni del ciclo produttivo attuale con esclusione degli impianti non utilizzati, sulla manutenzione attuata e sulla capacità funzionale nel caso di riattivazione degli stessi.
• Richiesta di aggiornamento dell'autorizzazione in relazione alla variazione dell'assetto impiantistico, ovvero sui camini dismessi o inattivi, sulla variazione sul ciclo produttivo (E50), sulla natura del combustibile solido (petcoke), sul convogliamento e l'abbattimento delle emissioni prodotte dalla movimentazione delle materie prime e petcoke nel capannone e sul contenimento delle emissioni diffuse prodotte dallo stoccaggio e movimentazione del petcoke presso Pian dell'Aia. Le medesime modifiche dovranno essere apportate nella richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale.
• Relazione sulle modalità di esecuzione e trasmissione dei dati rilevati in continuo (D.A. 187/17 del 04.04.1997) e delle verifiche in campo di cui all'Allegato VI alla Parte Quinta al D. L vo 152 del 3 aprile 2006 al fine di concordare con gli Enti preposti al controllo una specifica procedura.
OSSERVAZIONI:
Dalle analisi periodiche eseguite dall'Italcementi per i parametri esaminati, risulta il rispetto dei limiti di emissione imposti dalle autorizzazioni; utilizzando i dati delle analisi periodiche effettuate dal 15/03/05 al 23/03/05 è stata elaborata una tabella per la valutazione complessiva, relativa ai camini attivi ed al tempo di utilizzo degli impianti dichiarato, delle emissioni convogliate prodotte dallo stabilimento nei tre periodi temporali, orario, giornaliero e mensile.
Flusso massa N. Umida
(Kg/ora) (Kg/giorno) (kg/mese (30gg))
Polveri (Kg)
11 230 6.890
S02 (Kg)
114 2.706 81.172
N02 (Kg)
183 4.374 131.219
Come si evince dalla tabella precedente, la quantità totale degli inquinanti emessi in atmosfera, in considerazione delle portate e del numero dei camini di emissione, risulta notevolmente elevata.
Ancora più elevata risulterebbe la sommatoria delle concentrazioni totali degli inquinanti sommando i valori coincidenti con i valori limite prescritti come illustrato nella successiva tabella.
Flusso massa N. Umida
(Kg/ora) (Kg/giorno) (kg/mese (30gg))
Polveri (Kg)
33 686 20.582
S02 (Kg)
241 5.343 160.294
N02 (Kg)
719 16.023 480.679
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Inoltre risulta necessario tenere conto delle emissioni diffuse generate dalla movimentazione dei materiali polverulenti all'interno del capannone ed emesse all'esterno attraverso la parte superiore del lato ovest dello stesso priva di chiusura.
In prossimità di tale punto (camminamento capannone lato Capaci) e sulla terrazza esterna (lato Palermo), il Dipartimento ARPA ha effettuato alcuni campionamenti di polveri totali.
Campione Polveri (mg/Nm3)
1 (Lato chiuso) 0,189
2 (Lato chiuso) 0,328
3 (Lato chiuso) 0,128
4 (Lato aperto) 1,734
5 (Lato aperto) 1,446
I dati riferiti al lato aperto evidenziano che la concentrazioni delle polveri diffuse sono circa 10 volte maggiori rispetto ai valori rilevati sul lato chiuso.
Si allegano:
Allegato n°l Tabella riassuntiva Campionamenti eseguiti dal Dipartimento Provinciale
dell'ARPA all'Italcementi;
Allegato n°2 Verbale redatto il 13/10/05 dal Dipartimento Provinciale dell'ARPA;
Allegato n°7 Verbale redatto il 06/12/05, dal Dipartimento Provinciale dell'ARPA, ARPA Servizio ST IV, Provincia Regionale di Palermo;
Allegato n°3 Verbale redatto il 24/01/06 dal Dipartimento Provinciale dell'ARPA; Allegato n°5 Nota del Dipartimento Provinciale dell'ARPA protocollo n. 9945432 del 30.01.2006;
Allegato n°4 Verbale redatto il 17/03/05 dal Dipartimento Provinciale dell'ARPA; Allegato n°6 Rapporto di prova n. 20060113-378 del 19 gennaio 2006;
Dott.ssa M.R. Pecoraro (Provincia Regionale di Palermo)
ADT L. Mammana (Provincia Regionale di Palermo)
Dott. V. Ruvolo (Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo)
Dott. A. Macaluso (Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo)
(Regione Siciliana)
ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE
DIPARTIMENTO REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE
Servizio 3 - Prevenzione dan'inquinamento Atmosferico
Unica Operativa 3. i. Autorizzazione alle emissioni in atmosfera
Oggetto: Ditta Italcementi - Isola delle Femmine - Ricorso n. 1667/06.
In riscontro all'Ordinanza collegiale istruttoria n. 286/06, emessa sul ricorso n. 1667/06, trasmessa con nota n. 1395/06 dell'11.09.06 ed acquisita al protocollo di questo Assessorato con n. 60339 del 15.09.06, si rappresenta quanto segue.
A seguito di quanto richiesto nel corso della riunione tenutasi in data 12.06.06 presso gii Uffici di questo Servizio, la Ditta in oggetto, con nota deli'08.08.06, acquisita al protocollo di questo Assessorato con n. 52932 del 21.08.06, ha fornito una descrizione del ciclo produttivo e trasmesso elaborati grafici. Detta nota ha lo scopo di chiarire univocamente lo stato reale dell'impianto, in considerazione del fatto che, negli anni, sono stati apportati alcuni cambiamenti tali da renderlo non corrispondente con le autorizzazioni rilasciate e con i progetti approvati. Tali cambiamenti sono stati via via comunicati dalla Ditta, ma mai oggetto di opportuna autorizzazione e/o presa d'atto né di qualsiasi altro provvedimento di competenza di questa Amministrazione. Per questo motivo, a distanza di anni dalle comunicazioni comunque effettuate, dette modifiche saranno oggetto di una presa d'atto, mediante uno specifico decreto di ''aggiornamento", da parte di questo Servizio
Al contrario, non è mai stato comunicato l'uso del pet-coke come combustibile; da nessuno degli atti forniti dalla Ditta, né al momento della richiesta di autorizzazione, né nei certificati analitici sulle emissioni in atmosfera, né in comunicazioni di altro genere, risulta che il combustibile utilizzato fosse pet-coke. Infatti, laddove non si parla di generico combustibile solido, si indica il carbone o il polverino di carbone.
E' opportuno evidenziare che il carbone naturale ha caratteristiche chimico-fisiche e contenuto dì inquinanti (qualitativamente e quantitativamente) diverse dal pet-coke; pertanto non si tratta di un problema esclusivamente formale, bensì dell'impossibilità di prescrivere tutti gli accorgimenti atti a tutelare l'ambiente dall'impatto causato da una sostanza (pet-coke) avente un carico inquinante diverso rispetto a quella segnalata (carbone o polverino di carbone).
Pertanto questo Servizio non ha potuto né potrà limitarsi a "prendere atto': di quanto emerso nel corso di sopralluoghi degli Organi di controllo, ma deve impedire il protrarsi di un'attività non autorizzata né comunicata, ovvero l'uso di pet-coke come combustibile.
Si trasmette, in triplice copia, la documentazione sotto elencata:
1) D.A. n. 292/17 del 17.03.94,
2) Stralcio della Relazione tecnica (Ali. 1 al D.A. n. 292),
3) Tabella delle emissioni (Al!. 6 ai D.A. n. 292),
4) Stralcio delle schede tecniche dei punti di emissione (Ali. 12 al D.A. n. 292),
5) D.A. n. 871/17 del 06.10.94,
6) D.A. n. 141/17 del 15.03.95,
7) D.A. n. 187/17 del 04.04.97,
8) Verbale n. 9942393 del 14.10.05 del D.A.P. di Palermo,
9) Verbale n. 9944173 del 12.12.05 del D.A.P. di Palermo,
10)Verbale n. 9945311 dei 25.01.06 del D.A.P. di Palermo.
11)Relazione tecnica del 23.05.06 del D.A.P. e della Provincia Regionale di Palermo,
12)Verbale di riunione del 12.06.06,
13)Nota n. 48283 del 25.07.06 di questo Servizio
14)Nota dell'08.08.06 della Italcementi,
15) Nota n. 60837 del 18.09.06 di questo Servizio
IL RESPONSABILE/DEL SERVIZIO 3 (Dr. Chini. Gioacchino Genchi
(Regione Siciliana)
ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE
DIPARTIMENTO REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE
Servizio 3 - Prevenzione dan'inquinamento Atmosferico
Unica Operativa 3. i. Autorizzazione alle emissioni in atmosfera
Oggetto: Ditta Italcementi - Isola delle Femmine - Ricorso n. 1667/06.
Italcementi ViaG. Camozzì, 124 BERGAMO
p.c. Alla Provincia Regionale
Servizio Inquinamento Atmosferico Via San Lorenzo, 312 g/h PALERMO
Al "'DAR. di Palermo ,
Via Nairobi, 4 PALERMO
A! Comune di ISOLA DELLE FEMMINE (PA)
Questo Servizio, alla luce della documentazione prodotta dalla Italcementi con nota DCTI/SECO deH'08.08.06, acquisita ai protocollo di questo Assessorato con n. 52932 del 21.08.06, provvedere ad aggiornare le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera concesse, con esclusione dell'uso del pet-coke.
L'uso di tale sostanza, infatti, per i motivi ampiamente illustrati nella citata nota n. 48283 e nef corso della riunione del 12.06.06, deve essere oggetto di apposita istanza che la Ditta dovrà produrre ai sensi dell'ari. 269 del D. Lgs. 152/06 e che questo Servizio dovrà valutare attivando le relative procedure tecnico-amministrative.
Si confermano, ovviamente, i contenuti e le disposizioni di cui alla citata nota n. 482S3 del 25.07.06.'
Si invita ad indicare quali sono i punti di emissioni interessati dalia movimentazione, stoccaggio e combustione de! pet-coke.
IL RESPONSABILE/DEL SERVIZIO 3 (Dr. Chini. Gioacchino Genchi)
